Opere raffinate, in cui l’autrice sperimenta la rottura della bidimensionalità della tela, cara ad alcuni artisti delle avanguardie del ‘900, da Fontana a Castellani, per esplorare i concetti di armonia e movimento.
La tela diviene un supporto, un piano di lavoro, sul quale sovrapporre, attraverso l’uso di piccoli chiodi, sagome di uccelli, ricavati da fogli di carta, di diverso colore e spessore; spesso elementi di recupero, o comunque, materiale destinato ad usi quotidiani. L’artista ha studiato il movimento degli stormi di uccelli. Spostamenti apparentemente casuali, che però sottostanno a logiche e dinamiche precise e testimoniano la presenza in natura di elementi armonici.