Il comune denominatore delle opere di Massimiliano Muner è il senso di frattura, visto sotto un duplice aspetto: materico, dato dalla tipicità del taglio dei ready made realizzati con pellicole fotografiche a sviluppo istantaneo, tagliate e riassemblate nella ricerca di una nuova spazialità; e spirituale, che richiama ad una frattura psicologica in un viaggio introspettivo fatto di composizioni di fotografie e messaggi impressi fotograficamente su pellicola a sviluppo istantaneo.
La tecnica
Il taglio sulla materia perpetrato da Fontana, il genio delle composizioni di Hockney e Galimberti: dall’alchimia di questi fattori nasce l’idea di utilizzare la Polaroid in maniera del tutto diversa e nuova. I ready-made così concepiti sono la scomposizione di un’opera, attraverso il taglio delle sue forme e la ricomposizione della stessa combinandone insieme i singoli elementi. I lavori presentati sono rivisitazioni di opere famose e composizioni originali, rivisti in chiave polaroid e proposti sotto un nuovo taglio.