di Lucija Slavica
Shin’ichi Hōseki Hisamatsu (1889-1980), filosofo, studioso e monaco Zen di tradizione Rinzai, nella sua opera “Zen and the Fine Arts”, identifica i sette valori chiave che le arti giapponesi ispirate ai principi zenisti dovrebbero possedere. Tra questi vi è anche il concetto di fukinsei 均 整 (“asimmetria”).
Fukinsei, che indica la bellezza dell’asimmetria e dell’irregolarità, permette all’artista di sottrarsi alla continua ricerca della perfezione e alle convenzioni estetiche, favorendo un’indagine più libera sui
mutamenti che caratterizzano la realtà. Secondo il pensiero giapponese, il fukinsei è la capacità di utilizzare l’asimmetria e l’irregolarità per creare un nuovo equilibrio.
Nell’arte di Massimiliano Muner (…) l’irregolarità diventa così un’opportunità per esplorare i frammenti di una realtà
quasi sfuggente, suggerendo contemporaneamente un silente inno al qui ed ora. Nei dittici composti da quattro polaroid, le coppie non vengono abbinate seguendo uno schema a specchio.
Questo provoca nello spettatore un iniziale turbamento, in quanto accecato dall’intuitiva ricerca della simmetria. Basterà non distogliere lo sguardo e abbandonare i propri preconcetti per cogliere il fukinsei e farsi inebriare da una nuova armonia estetica. Il gioco di inquadrature imperfette cristallizzate nell’enigmatica eleganza delle sue composizioni, rendono infine i soggetti (fiori e farfalle), l’eco della vita, della morte e del tempo, suggerendo altre e infinite prospettive concettuali.