Doble vista è un lavoro nato da un archivio di negativi, provenienti da varie persone; questi film sono rimasti immersi nel liquido di fissaggio per quattro mesi, nell’ambito di un’installazione.
Queste immagini nascono perseguendo l’idea di considerare il supporto fotografico come una “pseudopresenza” che possa raggiungere o approprarsi di nuove realtà. L’energia che proviene dalla chimica, e dalla fotosensibilità dei materiali, rappresenta l’impermanenza delle cose e l’esistenza di più piani paralleli.
La materia perde la sua densità e si proietta in uno spazio e tempo privo di strutture. Nuovamente la fotografia si pone come specchio e rappresentazione di altre realtà che sorgono dalla sua essenza.
Il nome “Doble vista” (vista doppia) nasce dalla capacità di vedere con l’anima. (C. Magnin)