Farfalle colorate ritagliate nella carta : questi gli elementi dei lavori di Federica Cipriani. Opere raffinate, in cui l’autrice sperimenta la rottura della bidimensionalità della tela, cara ad alcuni artisti delle avanguardie del ‘900, da Fontana a Castellani, per esplorare i concetti di armonia e movimento.
La tela diviene un supporto, un piano di lavoro, sul quale sovrapporre, attraverso l’uso di piccoli chiodi, sagome di farfalle , ricavate da fogli di carta, di diverso colore e spessore; spesso elementi di recupero, o comunque, materiale destinato ad usi quotidiani. Partendo da forme geometriche, come il cerchio, Cipriani dispone le farfalle secondo schemi e sequenze in cui analizzare il concetto di armonia: un equilibrio compositivo realizzato con l’alternanza di pieni e vuoti, simulando un movimento delle stesse sulla tela. Movimento che è non solo immaginato ma anche reale, le sagome, infatti, sospese sulla tela si muovono sospinte dall’aria circostante. Aria che diviene così un altro elemento dell’opera, assieme alla luce, che, indirizzandosi verso la tela, crea un insieme di ombre, che ne animano la superficie, dotandola di nuove figure.