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	<title>pittura &#8211; Barbara Frigerio Gallery</title>
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	<title>pittura &#8211; Barbara Frigerio Gallery</title>
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		<title>Martino</title>
		<link>https://www.barbarafrigeriogallery.com/artwork/martino-en/</link>
		
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		<pubDate>Tue, 12 May 2026 15:33:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’animale costituisce un soggetto ampiamente utilizzato dagli artisti: la valenze simboliche riconosciute agli animali sono contrassegnate da fissità che li rendono stabili all’interno della dialettica narrativaattivata dai pittori. Valentino Camiletti si pone con equilibrio e grazia tra gli artisti che hanno scelto il selvatico come esponente principale della loro opera creativa. (…) Avvalendosi di una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’animale costituisce un soggetto ampiamente utilizzato dagli artisti: la valenze simboliche riconosciute agli animali sono contrassegnate da fissità che li rendono stabili all’interno della dialettica narrativa<br />attivata dai pittori. Valentino Camiletti si pone con equilibrio e grazia tra gli artisti che hanno scelto il selvatico come esponente principale della loro opera creativa. (…) Avvalendosi di una vivacissima scala cromatica, il pittore riesce a creare figure sempre suggestive,<br />lasciando al colore il dominio sul disegno, che così si smarca da rigorismi e luoghi comuni. Il risultato è sempre colmo di fascino, perché, innegabilmente, gli animali di Camiletti sono limpidi, veri, evocativi. (…) Il pittore non cerca di stupire, ma si limita a lasciare alla natura il compito di stupirci, poiché è lei la vera<br />protagonista della sua ricerca.<br />Da “Fauna Picta” di MASSIMO CENTINI</p>
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		<title>Martino</title>
		<link>https://www.barbarafrigeriogallery.com/artwork/martino-it/</link>
		
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		<pubDate>Tue, 12 May 2026 15:33:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’animale costituisce un soggetto ampiamente utilizzato dagli artisti: la valenze simboliche riconosciute agli animali sono contrassegnate da fissità che li rendono stabili all’interno della dialettica narrativaattivata dai pittori. Valentino Camiletti si pone con equilibrio e grazia tra gli artisti che hanno scelto il selvatico come esponente principale della loro opera creativa. (…) Avvalendosi di una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’animale costituisce un soggetto ampiamente utilizzato dagli artisti: la valenze simboliche riconosciute agli animali sono contrassegnate da fissità che li rendono stabili all’interno della dialettica narrativa<br />attivata dai pittori. Valentino Camiletti si pone con equilibrio e grazia tra gli artisti che hanno scelto il selvatico come esponente principale della loro opera creativa. (…) Avvalendosi di una vivacissima scala cromatica, il pittore riesce a creare figure sempre suggestive,<br />lasciando al colore il dominio sul disegno, che così si smarca da rigorismi e luoghi comuni. Il risultato è sempre colmo di fascino, perché, innegabilmente, gli animali di Camiletti sono limpidi, veri, evocativi. (…) Il pittore non cerca di stupire, ma si limita a lasciare alla natura il compito di stupirci, poiché è lei la vera<br />protagonista della sua ricerca.<br />Da “Fauna Picta” di MASSIMO CENTINI</p>
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		<title>Tom Porta</title>
		<link>https://www.barbarafrigeriogallery.com/artist/tom-porta-en/</link>
		
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		<pubDate>Tue, 12 May 2026 15:20:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nato nel 70 a Milano, dove oggi vive, Tom Porta mostra fin dall’infanzia una forte attitudine verso il disegno e le arti in generale. Si diploma Maestro d’Arte ed inizia una carriera di successo nell’illustrazione e nella fotografia. Tom ha vissuto in Italia, Germania, Francia, Giappone e Stati Uniti e, fin dagli albori della carriera, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nato nel 70 a Milano, dove oggi vive, Tom Porta mostra fin dall’infanzia una forte attitudine verso il disegno e le arti in generale. Si diploma Maestro d’Arte ed inizia una carriera di successo nell’illustrazione e nella fotografia.</p>
<p>Tom ha vissuto in Italia, Germania, Francia, Giappone e Stati Uniti e, fin dagli albori della carriera, ha scelto di fondere le sue esperienze di vita nella propria pittura.</p>
<p>Dal 2003 Tom dipinge a tempo pieno, mettendo un po’ da parte fotografia e illustrazione, entrando in importanti collezioni così come in aste quali Sotheby’s e Christie’s. Presente nella classifica dei primi 100 artisti italiani, Porta è invitato a partecipare ai 500 anni della pittura italiana, una raccolta che parte dal tardo 1500 fino ad oggi.</p>
<p>Il suo lavoro si concentra sulla storia del 900, usando il passato come specchio del presente, come mostra il suo ciclo di grande successo “Shinpu Tokkotai Project” Ispirato dai Kamikaze giapponesi.</p>
<p>Alla fine di un lunghissimo viaggio di 4 anni, partito dal romanzo La Nube Purpurea, una No Mans Land che non canta stornelli e guarda beffardamente ad Hollywood che, spendendo milioni di dollari e muovendo immagini, non riesce a concentrare la stessa forza del suo tratto, si presenta, nel 2010, per la V volta a Milano con la mostra Extinction Agenda III, 27 tele che colpiscono anche l’America ed ottiene un successo veramente lusinghiero. Il suo lavoro è al contempo una storia raccontata e cibo per il pensiero…</p>
<p>Il suo cammino continua approdando a quello che è il suo porto naturale: la peggiore invenzione dell’uomo, LA GUERRA. Lo fa con il progetto W.A.R. – We Are Restless, the unheard soldier scream (Noi siamo senza riposo, L’inascoltato grido del soldato).</p>
<p>Ospite della manifestazione La Storia in Piazza, al Palazzo Ducale di Genova, con una personale di 20 tele dedicate alla sua visione della guerra, la sua pochezza e l’eroismo disperato dei suoi iconici interpreti, Tom può parlarci veramente. Ci indica chiaramente la sua continua ricerca che mai come in questo periodo è piena di opere e mostre che lo vedono interprete di un grande ed originale pensiero civile.</p>
<p>Nel settembre 2011 Porta è invitato dalla Biennale di Venezia, curata dal prof. Sgarbi, all’ultima selezione artistica ospitata dalla città di Torino. Partecipa con 2 opere: l’ultima di Extinction III e l’ anteprima della prossima mostra 2012, con l’opera The End.</p>
<p>Chiude il 2011 Chiude il 2011 partecipando ad una collettiva, Mario Giusti Picks, con 6 tele, c/o lo spazio HQ-HEADQUARTER a Milano cui seguiranno molte collettive e la personale di Bologna con 22 tele, nel maggio 2013: ODISSEY, ten years after 2003-2013.</p>
<p>Nell’ottobre del 2013 torna a Milano ed espone ben 6 opere nell’ambito della collettiva La grande Magia.</p>
<p>Il 2014 è l’anno americano: Porta sbarca con un grandissimo successo in California.</p>
<p>Dopo l’anteprima al Famedio di Milano, in novembre 2014, di 6 tele della sua nuova mostra, INFERNO, 1914-2014, per il centenario della Prima Guerra Mondiale, debutta con la stessa sempre al Famedio. </p>
<p>Ricordiamo , inoltre, “Icarus” presso il<br />Terminal 1 dell’Aeroporto di Milano Malpensa (2018) e “Inferno” presso il Grattacielo Pirelli a Milano (2018).</p>
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		<title>Tom Porta</title>
		<link>https://www.barbarafrigeriogallery.com/artist/tom-porta-it/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 15:20:45 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nato nel 70 a Milano, dove oggi vive, Tom Porta mostra fin dall’infanzia una forte attitudine verso il disegno e le arti in generale. Si diploma Maestro d’Arte ed inizia una carriera di successo nell’illustrazione e nella fotografia.</p>
<p>Tom ha vissuto in Italia, Germania, Francia, Giappone e Stati Uniti e, fin dagli albori della carriera, ha scelto di fondere le sue esperienze di vita nella propria pittura.</p>
<p>Dal 2003 Tom dipinge a tempo pieno, mettendo un po’ da parte fotografia e illustrazione, entrando in importanti collezioni così come in aste quali Sotheby’s e Christie’s. Presente nella classifica dei primi 100 artisti italiani, Porta è invitato a partecipare ai 500 anni della pittura italiana, una raccolta che parte dal tardo 1500 fino ad oggi.</p>
<p>Il suo lavoro si concentra sulla storia del 900, usando il passato come specchio del presente, come mostra il suo ciclo di grande successo “Shinpu Tokkotai Project” Ispirato dai Kamikaze giapponesi.</p>
<p>Alla fine di un lunghissimo viaggio di 4 anni, partito dal romanzo La Nube Purpurea, una No Mans Land che non canta stornelli e guarda beffardamente ad Hollywood che, spendendo milioni di dollari e muovendo immagini, non riesce a concentrare la stessa forza del suo tratto, si presenta, nel 2010, per la V volta a Milano con la mostra Extinction Agenda III, 27 tele che colpiscono anche l’America ed ottiene un successo veramente lusinghiero. Il suo lavoro è al contempo una storia raccontata e cibo per il pensiero…</p>
<p>Il suo cammino continua approdando a quello che è il suo porto naturale: la peggiore invenzione dell’uomo, LA GUERRA. Lo fa con il progetto W.A.R. – We Are Restless, the unheard soldier scream (Noi siamo senza riposo, L’inascoltato grido del soldato).</p>
<p>Ospite della manifestazione La Storia in Piazza, al Palazzo Ducale di Genova, con una personale di 20 tele dedicate alla sua visione della guerra, la sua pochezza e l’eroismo disperato dei suoi iconici interpreti, Tom può parlarci veramente. Ci indica chiaramente la sua continua ricerca che mai come in questo periodo è piena di opere e mostre che lo vedono interprete di un grande ed originale pensiero civile.</p>
<p>Nel settembre 2011 Porta è invitato dalla Biennale di Venezia, curata dal prof. Sgarbi, all’ultima selezione artistica ospitata dalla città di Torino. Partecipa con 2 opere: l’ultima di Extinction III e l’ anteprima della prossima mostra 2012, con l’opera The End.</p>
<p>Chiude il 2011 Chiude il 2011 partecipando ad una collettiva, Mario Giusti Picks, con 6 tele, c/o lo spazio HQ-HEADQUARTER a Milano cui seguiranno molte collettive e la personale di Bologna con 22 tele, nel maggio 2013: ODISSEY, ten years after 2003-2013.</p>
<p>Nell’ottobre del 2013 torna a Milano ed espone ben 6 opere nell’ambito della collettiva La grande Magia.</p>
<p>Il 2014 è l’anno americano: Porta sbarca con un grandissimo successo in California.</p>
<p>Dopo l’anteprima al Famedio di Milano, in novembre 2014, di 6 tele della sua nuova mostra, INFERNO, 1914-2014, per il centenario della Prima Guerra Mondiale, debutta con la stessa sempre al Famedio. </p>
<p>Ricordiamo , inoltre, “Icarus” presso il<br />Terminal 1 dell’Aeroporto di Milano Malpensa (2018) e “Inferno” presso il Grattacielo Pirelli a Milano (2018).</p>
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		<title>Heaven – Shangri – La Series</title>
		<link>https://www.barbarafrigeriogallery.com/artwork/heaven-shangri-la-series-it/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:48:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ritorno al paradiso di Shangri-La “Per tutto il giorno ho cercato invano un segnale di primavera Le mie scarpe da erba sollevano nuvole dalla polvere di tutti i campi Tornando a casa, sorrido, scelgo un fiore di pruno e lo annuso E guardo qui sul rametto la primavera nella sua pienezza “ Questa è una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ritorno al paradiso di Shangri-La</p>
<p>“Per tutto il giorno ho cercato invano un segnale di primavera</p>
<p>Le mie scarpe da erba sollevano nuvole dalla polvere di tutti i campi</p>
<p>Tornando a casa, sorrido, scelgo un fiore di pruno e lo annuso</p>
<p>E guardo qui sul rametto la primavera nella sua pienezza “</p>
<p>Questa è una poesia scritta da un Bhikkhuni (un monaco buddista femminile pienamente ordinato) nella Dinastia Song quando raggiunse l’illuminazione, e che rappresenta anche la mia attuale visione dell’arte.</p>
<p>Per tutti questi anni ho cercato lo “Shangri-La del cuore”, e per dipingere lo stato d’arte ideale ho attraversato tutta la Shangri-Las in termini geografici, sono stato toccato dai loro paesaggi, umanità e religioni. Tuttavia non erano la “Shangri-La” che cercavo. Guardando indietro, improvvisamente mi resi conto che “Shangri-La” è in effetti ovunque: nei sorrisi innocenti dei bambini, in ogni nuvola bianca sul cielo blu, nei rami fioriti della primavera, nella neve invernale. Shangri-La è nel cuore di ciascuno e di tutti, nel presente quando ci godiamo la vita, nel presente quando meditiamo sopra una tazza di tè, nel presente quando passeggiamo tranquillamente, nel presente quando ci sentiamo gioiosi e grati.</p>
<p>Questi pochi anni nello Yunnan, dalla subtropicale Xishuangbanna al gelido Shangri-La, miei piedi hanno percorso l’antica strada del tè. Nei vecchi uffici postali rimangono frammenti della cultura antica, bandiere di preghiera sulla terra sacra ghiacciata, mucchi di pietra Mani, praticanti monaci di tradizioni diverse e persone di diversa provenienza. Tutte queste umili “tracce d’inchiostro” della vita, dei viaggi e dell’esperienza di praticare il Buddismo sono per me una forma di condivisione della gioia.</p>
<p>Non c’è forma oltre la forma. Scegliendo solo pennello e inchiostro, attraverso il mondo materiale, mi concentro sulla sensazione interna di quel particolare momento. A volte bizzarro, a volte sottile, a volte aggraziato, a volte intenso, sono tutti gli effetti che il mondo esterno ha sul cuore e sono anche il riflesso che il cuore proietta sul mondo esterno.</p>
<p>È possibile che non possiamo mai raggiungerlo in questa vita, eppure è il faro delle nostre vite, impedendoci di esitare e confondere il nostro cammino di vita. È anche la patria della nostra anima. La sua esistenza libera le nostre anime dal vagare sempre, fornisce ai nostri spiriti una casa e libera la nostra vita dalla solitudine.</p>
<p>Sii grato ai doni della vita!</p>
<p>Sii grato a ogni albero e ogni lama d’erba, le montagne e la terra per l’educazione che ci danno!</p>
<p>di Sun Guangyi</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Heaven – Shangri – La Series</title>
		<link>https://www.barbarafrigeriogallery.com/artwork/heaven-shangri-la-series-en/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:48:23 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ritorno al paradiso di Shangri-La</p>
<p>“Per tutto il giorno ho cercato invano un segnale di primavera</p>
<p>Le mie scarpe da erba sollevano nuvole dalla polvere di tutti i campi</p>
<p>Tornando a casa, sorrido, scelgo un fiore di pruno e lo annuso</p>
<p>E guardo qui sul rametto la primavera nella sua pienezza “</p>
<p>Questa è una poesia scritta da un Bhikkhuni (un monaco buddista femminile pienamente ordinato) nella Dinastia Song quando raggiunse l’illuminazione, e che rappresenta anche la mia attuale visione dell’arte.</p>
<p>Per tutti questi anni ho cercato lo “Shangri-La del cuore”, e per dipingere lo stato d’arte ideale ho attraversato tutta la Shangri-Las in termini geografici, sono stato toccato dai loro paesaggi, umanità e religioni. Tuttavia non erano la “Shangri-La” che cercavo. Guardando indietro, improvvisamente mi resi conto che “Shangri-La” è in effetti ovunque: nei sorrisi innocenti dei bambini, in ogni nuvola bianca sul cielo blu, nei rami fioriti della primavera, nella neve invernale. Shangri-La è nel cuore di ciascuno e di tutti, nel presente quando ci godiamo la vita, nel presente quando meditiamo sopra una tazza di tè, nel presente quando passeggiamo tranquillamente, nel presente quando ci sentiamo gioiosi e grati.</p>
<p>Questi pochi anni nello Yunnan, dalla subtropicale Xishuangbanna al gelido Shangri-La, miei piedi hanno percorso l’antica strada del tè. Nei vecchi uffici postali rimangono frammenti della cultura antica, bandiere di preghiera sulla terra sacra ghiacciata, mucchi di pietra Mani, praticanti monaci di tradizioni diverse e persone di diversa provenienza. Tutte queste umili “tracce d’inchiostro” della vita, dei viaggi e dell’esperienza di praticare il Buddismo sono per me una forma di condivisione della gioia.</p>
<p>Non c’è forma oltre la forma. Scegliendo solo pennello e inchiostro, attraverso il mondo materiale, mi concentro sulla sensazione interna di quel particolare momento. A volte bizzarro, a volte sottile, a volte aggraziato, a volte intenso, sono tutti gli effetti che il mondo esterno ha sul cuore e sono anche il riflesso che il cuore proietta sul mondo esterno.</p>
<p>È possibile che non possiamo mai raggiungerlo in questa vita, eppure è il faro delle nostre vite, impedendoci di esitare e confondere il nostro cammino di vita. È anche la patria della nostra anima. La sua esistenza libera le nostre anime dal vagare sempre, fornisce ai nostri spiriti una casa e libera la nostra vita dalla solitudine.</p>
<p>Sii grato ai doni della vita!</p>
<p>Sii grato a ogni albero e ogni lama d’erba, le montagne e la terra per l’educazione che ci danno!</p>
<p>di Sun Guangyi</p>
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		<title>Roshanak Khalilian</title>
		<link>https://www.barbarafrigeriogallery.com/artist/roshanak-khalilian-it/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:38:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Roshanak Khalilian iraniana di nascita e residente in Svizzera, ha studiato in Iran e continua gli studi in storia dell’arte attualmente con la Open University of UK. Ha vissuto e viaggiato per tutta l’ Europa e il Medio Oriente e ora vive in Svizzera con la sua famiglia. Lei crede che i colori possano raccontare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Roshanak Khalilian iraniana di nascita e residente in Svizzera, ha studiato in Iran e continua gli studi in storia dell’arte attualmente con la Open University of UK. Ha vissuto e viaggiato per tutta l’ Europa e il Medio Oriente e ora vive in Svizzera con la sua famiglia. Lei crede che i colori possano raccontare delle favole: l’astrazione è il suo modo di impiegarli e il suo stile ritrae l’universalità della natura umana nelle sue caratteristiche immediate e semplicistiche. La pittura è stata lo strumento per combinare le forme e i colori dell’arte orientale e occidentale per illustrare l’ intera natura umana.</p>
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			</item>
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		<title>Roshanak Khalilian</title>
		<link>https://www.barbarafrigeriogallery.com/artist/roshanak-khalilian-en/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:38:02 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Roshanak Khalilian iraniana di nascita e residente in Svizzera, ha studiato in Iran e continua gli studi in storia dell’arte attualmente con la Open University of UK. Ha vissuto e viaggiato per tutta l’ Europa e il Medio Oriente e ora vive in Svizzera con la sua famiglia. Lei crede che i colori possano raccontare delle favole: l’astrazione è il suo modo di impiegarli e il suo stile ritrae l’universalità della natura umana nelle sue caratteristiche immediate e semplicistiche. La pittura è stata lo strumento per combinare le forme e i colori dell’arte orientale e occidentale per illustrare l’ intera natura umana.</p>
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		<title>Paradisia 1</title>
		<link>https://www.barbarafrigeriogallery.com/artwork/paradisia-1-en/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:34:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il lavoro dell’artista persiana Roshanak Khalilian è fatto di colori: pennellate e sfumature cromatiche; rossi, blu, gialli e oro accostati l’uno all’altro come parole su una pagina bianca. Sono racconti di materia e di luce; narrano storie di amore, passione, paura e smarrimento. Un caleidoscopio di emozioni che non sono altro che la somma della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il lavoro dell’artista persiana Roshanak Khalilian è fatto di colori: pennellate e sfumature cromatiche; rossi, blu, gialli e oro accostati l’uno all’altro come parole su una pagina bianca. Sono racconti di materia e di luce; narrano storie di amore, passione, paura e smarrimento. Un caleidoscopio di emozioni che non sono altro che la somma della vita di ognuno di noi, che ricerca e trova sulla tela un pezzo di sé.</p>
<p>Rifacendosi e fondendo la tradizione orientale a quella occidentale Khalilian è interprete di un’arte che vuole farsi portavoce dei sentimenti umani, dando spesso una visione di speranza; come nella serie “All that gold” in cui l’oro, elemento da sempre utilizzato nell’arte fin dall’antichità, è scelto non solo per il suo significato di ricchezza e potere ma anche per il suo essere incorruttibile, perenne, un punto fisso, quasi a rassicurare ognuno di noi dell’esistenza di qualcosa di certo, di positivo. Nei dipinti astratti di Roshanak possiamo ravvisare la sacralità di Rothko e la “Joie de vivre” di Matisse; la tradizione persiana ed un uso della materia assolutamente contemporaneo; il tutto accompagnato da una grande attenzione per la composizione e ad un senso del bello, che è già di per sé un valore.</p>
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			</item>
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		<title>Paradisia 1</title>
		<link>https://www.barbarafrigeriogallery.com/artwork/paradisia-1-it/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:34:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il lavoro dell’artista persiana Roshanak Khalilian è fatto di colori: pennellate e sfumature cromatiche; rossi, blu, gialli e oro accostati l’uno all’altro come parole su una pagina bianca. Sono racconti di materia e di luce; narrano storie di amore, passione, paura e smarrimento. Un caleidoscopio di emozioni che non sono altro che la somma della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il lavoro dell’artista persiana Roshanak Khalilian è fatto di colori: pennellate e sfumature cromatiche; rossi, blu, gialli e oro accostati l’uno all’altro come parole su una pagina bianca. Sono racconti di materia e di luce; narrano storie di amore, passione, paura e smarrimento. Un caleidoscopio di emozioni che non sono altro che la somma della vita di ognuno di noi, che ricerca e trova sulla tela un pezzo di sé.</p>
<p>Rifacendosi e fondendo la tradizione orientale a quella occidentale Khalilian è interprete di un’arte che vuole farsi portavoce dei sentimenti umani, dando spesso una visione di speranza; come nella serie “All that gold” in cui l’oro, elemento da sempre utilizzato nell’arte fin dall’antichità, è scelto non solo per il suo significato di ricchezza e potere ma anche per il suo essere incorruttibile, perenne, un punto fisso, quasi a rassicurare ognuno di noi dell’esistenza di qualcosa di certo, di positivo. Nei dipinti astratti di Roshanak possiamo ravvisare la sacralità di Rothko e la “Joie de vivre” di Matisse; la tradizione persiana ed un uso della materia assolutamente contemporaneo; il tutto accompagnato da una grande attenzione per la composizione e ad un senso del bello, che è già di per sé un valore.</p>
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