Christian Koivumaa

Christian Koivumaa

1978

Bio

Christian Koivumaa è un pittore svedese, nato nel nord del paese, ma residente a Katrineholm, una città vicino a Stoccolma.

Lavorando quasi esclusivamente con l'acquerello ha sviluppato un linguaggio visivo molto personale e riconoscibile, caratterizzato da luci vive, profondità atmosferiche e precisione tecnica.

Koivumaa è stato per molti anni un atleta professionista, facendo parte della squadra nazionale di Karate. Un infortunio ha messo però fine alla sua carriera sportiva.

La disciplina, la concentrazione e la perseveranza sviluppata con lo sport sono state alla base della sua formazione artistica. Il suo lavoro si ispira alla mutevole qualità della luce, dalla silenziosa presenza nei paesaggi nordici e l'Aurora Boreale al ritmo e l'architettura delle città contemporanee. Attraverso velature trasparenti e la tecnica raffinata del "bagnato su bagnato" Koivumaa crea dipinti in cui coesistono realtà ed emozione, invitando chi guarda a ricercare nella memoria luoghi familiari.

Oggi i lavori di Koivumaa sono esposti in una delle gallerie più importanti della Svezia (Gallery Melefors Fine Art) e fanno parte di collezioni private svedesi ed internazionali.

Accanto all'attività artistica Koivumaa si dedica anche all'insegnamento dell'arte dell'acquerello (ha circa 20.000 nel mondo) e collabora con i migliori produttori di materiale professionale per acquerello cs (Arches, Princeton and Daler-Rowney).

Opere

Mostre

Christian Koivumaa – Watercolors

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News

Le città nella pittura

D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.
(Italo Calvino)

Forse dobbiamo partire da qui, da un pensiero di un “gigante ” della letteratura per riflettere sul perchè il tema urbano continui ad affascinare pittori e appassionati delle arti visive.

Dalle celebri vedute veneziane del Canaletto alla Parigi impressionista, dalla Berlino di Kirchner alla Milano di Sironi, le strade cittadine ci hanno parlato attraverso le tele, illustrandoci la vita di quei giorni e, allo stesso tempo, svelandoci sicurezze o paure, ansie e speranze di chi con quella tela comunicava la sua visione del mondo.

La città come luogo di ricerca in cui perdersi e ritrovarsi, scovando tra le linee rette o spezzate di palazzi e lampioni la riposta alle nostre domande.

Daniele Cestari, di formazione architetto, ha eletto come base della sua ricerca proprio i paesaggi cittadini, cancellandone però la riconoscibilità: una città è un città e una strada di periferia ci riporterà sempre ad un nostro vissuto, non importa se quel edificio sia in realtà a Ferrara o a New York.

La dimensione domestica del paesaggio urbano si ritrova nel lavoro di Andrej Mussa, che ama riportare in vita scorci di periferie in cui ritrovare attimi del nostro passato.

Più vicini, invece, ad una concezione “impressionista” sono gli acquerelli di Joseph Zbukvic, che ama catturare l’atmosfera dei luoghi in cui si trova, facendoci ammirare scorci di diverse città del mondo.

Parlando di città non poteva mancare New York, eletta metropoli per eccellenza, e quindi soggetto con cui è imprescindibile confrontarsi: c’è chi come Neil Douglas ne analizza l’aspetto architettonico, chi come Christian Koivumaa è attratto dalle luci delle strade e delle automobili ferme nel traffico, e chi come Francesca Galliani, newyorkese d’azione ne esamina i simboli e i valori trasmessi.

Vi invitiamo , quindi, alla visione di alcune opere in tema sperando troviate la risposta alla vostra domanda.

Nuove proposte – Christian Koivumaa

Siamo lieti di presentare il lavoro di Christian Koivumaa, acquerellista svedese, che ama ritrarre nelle sue opere luoghi e paesaggi della sua terra.

L’amore per l’acquerello nasce anche per la sua dose di imprevedibilità, nonostante l’eccellente padronanza della tecnica , Koivumaa si lascia comunque  aperte nuove porte, ricercando sempre qualcosa di diverso che lo possa sorprendere ed arricchire di esperienze.

Si avvale di velature trasparenti e della tecnica del “bagnato su bagnato” che gli permette di creare opere ricche di dettagli e caratterizzate da un peculiare uso della luce.

Per uno svedese, che passa molti mesi al buio, il ricreare la luce ha anche un effetto benefico, quasi curativo. Così ci soffermiamo  ad ammirare la luce soffusa dei paesaggi, i riverberi dell’Aurora Boreale, fino ai più decisi contrasti delle luci della città.

 

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