Luigi Saporetti

Venezia

“Eccolo ancora una volta davanti a lui, l’approdo indescrivibile, l’abbagliante insieme di fantastiche costruzioni che la Serenissima offriva allo sguardo ammirato del navigatore in arrivo: la meraviglia lieve del Palazzo e il Ponte dei Sospiri, le due colonne sulla riva col leone e il santo, il fianco splendente del tempio favoloso, la prospettiva dell’arco e dell’orologio dei Mori. E, guardando, riflettè che giungere a Venezia col treno, dalla stazione, era come entrare in un palazzo per la porta di servizio; e che in nessun altro modo se non per nave, dall’ampio mare, come lui ora, si sarebbe dovuto porre il piede nella città inverosimile tra tutte.” Thomas Mann “La morte a Venezia”

Queste parole scritte da Mann all’inizio del secolo scorso ci trasportano nell’atmosfera ovattata di queste vecchie foto, realizzate proprio nei primi anni del ‘900 da un fotografo milanese, Luigi Saporetti, titolare di uno degli studi fotografici storici milanesi più conosciuti e apprezzati. Le immagini, su lastre in vetro, conservate per decenni nel suo studio/archivio e mai esposte in pubblico, ci raccontano una Venezia malinconica e sognante, meta di scrittori ed artisti che nelle sue calli si perdevano alla ricerca di sensazioni e avventure per poi raccontarle attraverso parole ed immagini.

“Thus it was that he saw it once more, the most astonishing of all landing-places, that dazzling composition of fantastic architecture which the Republic presented to the admiring gaze of approaching seafarers: the unburdened splendor of the Ducal Palace, the Bridge of Sighs, the lion and the saint on their two columns at the water’s edge, the magnificently projecting side wing of the fabulous basilica, the vista beyond it of the gate tower and the Giant’s Clock; and as he contemplated it all he reflected that to arrive in Venice by land, at the station, was like entering a palace by a back door: that only as he was now doing, only by ship, over the high sea, should one come to this most extraordinary of cities.” Thomas Mann “Death in Venice”

These words written by Mann at the beginning of the last century transport us into the muffled atmosphere of these old photos, taken in the early 1900s by a Milanese photographer, Luigi Saporetti, owner of one of the most well-known and appreciated historical photographic studios in Milan . The images, on glass plates,
preserved for decades in his studio/archive and never exhibited in public, tell us about a melancholy and dreamy Venice, a destination
for writers and artists who lost themselves in its streets in search of sensations and adventures and then told about them through words and images.