A stereoscopic tribune to classics
Una rivisitazione in chiave stereo di alcuni classici dell’erotismo.
Il lavoro prende spunto dal desiderio di voler dare una nuova prospettiva all’immagine sensuale, facendo cadere l’osservatore all’interno della foto e lasciando che il processo creativo della ricostruzione dell’intera scena venga passato del tutto al sistema occhi/cervello dello spettatore. L’autore ha ripreso gli studi pionieristici di metà ottocento sulla stereoscopia spingendola ai limiti delle sue capacità espressive: osservando le opere siamo
progressivamente trascinati in un’esperienza visiva vertiginosa, che disorienta e affascina per la sua novità. La scena che si presenta davanti ai nostri occhi ci appare alterata da una insondabile metamorfosi, tanto più inspiegabile quanto più ci sforziamo di forzare la serratura che ne custodisce il segreto: se la distorsione della realtà è un meccanismo artistico che ci è familiare, siamo
invece del tutto impreparati al suo opposto, la facoltà di mettere a fuoco il mondo al di là del confine naturale dei nostri sensi.